Jessica Brando (il cui vero nome è Jessica Vitelli) è una nuova generazione di cantanti in Italia.
Per essere onesti dobbiamo dire che lei è la più recente generazione, perché la cantante ha soli 16 anni e già vanta un secondo posto nella categoria Nuova Generazione di Sanremo Festival 2010, oltre a un libro, un EP e un album pubblicato. Tutto è cominciato sul web. E poi è arrivato il contratto con la Emi. Jessica Brando è la nuova star della musica che si è fatta conoscere grazie alle sue interpretazioni di brani dei Muse, Radiohead, Stevie Wonder.
Nata il 6 dicembre 1994 a Grosseto, Jessica inizia a cantare all’età di cinque anni intonando, “solo per divertimento”, i grandi del passato come Frank Sinatra, Ella Fitzgerald o Dinah Washington.
Fin da subito é chiara la sua passione e la sua inclinazione verso la musica, e Jessica inizia a partecipare a diversi concorsi locali; pochi anni dopo forma con dei coetanei la sua prima band di cover di brani dance anni ’80. Nel frattempo inizia a prendere lezioni di ballo, e all’età di 9 anni si iscrive all’Accademia di Danza Moderna di Kledi a Roma, una delle più rinomate in Italia, grazie alla quale vince una borsa di studio per la danza alla Washington School Of Ballet negli Stati Uniti. Nel 2008, dopo essersi esibita in piazza San Pietro per il Papa, viene notata da Paolo Bonolis che la invita a partecipare alla sua trasmissione “Il Senso Della Vita”. Da allora, grazie anche ad un forte tam tam su internet, le cose cominciano a succedere molto velocemente: é del 2008 la firma del contratto con EMI Music Italy, e dell’ottobre 2009 l’uscita del suo primo omonimo disco. L’album conteneva sei brani reinterpretati col suo stile personale e la sua voce unica. Il primo singolo “Time Is Running Out” dei Muse é stato un grande successo radiofonico, e Jessica ha iniziato a riscuotere l’interesse, ed il consenso, di stampa, radio e televisioni. Successo testimoniato dalla sua apparizione in importanti programmi televisivi come Chiambretti Night e dai numerosi attestati di stima da parte della stampa.

Dopo la grande performance al Festival di Sanremo con il brano “Dove Non Ci Sono Ore”, classificatosi al secondo posto della sezione “Nuova Generazione”, Jessica sta terminando le registrazioni del suo nuovo album intitolato “Dimmi cosa sogni” che conterrà nove brani. L’interesse intorno a lei è talmente grande che Jessica racconterà il suo percorso da Grosseto al successo, passando per la rete, da Frank Sinatra ai Green Day, in un libro dal titolo “io canto da sola” pubblicato il 26 Giugno dalla Mondadori Ragazzi.
Ha sedici anni. 16 anni. 16. Sedici.
E i suoi brani non sono assolutamente pezzi da karaoke e interpretazioni statiche giusto per fare due soldi e vendere la compilation. Sono vere e proprie reinterpretazioni, anche in quanto ad arrangiamenti, belle canzoni, concepite come se fossero state scritte apposta per la voce della Piccola Grande Jessica.
Una voce meravigliosa, rara per una sedicenne ed utilizzata con una sapienza da professionista. Una “Time is running out” in una versione tra soul, elettronica e con degli archi avvolgenti, incredibilmente convincente e anche sexy, modello Britney ai tempi di “…Baby One More Time”. Il vero pezzo forte dell’EP è Karma Police, molto nuda, come suonata in un pub da una cover band eccellente. Segue “Stop And Stare” degli One Republic in una versione tutta piano, archi ed elettronica, eccellente. Questo EP è, oltre che cantato, prodotto benissimo, dagli arrangiamenti al mix che pone la voce di Jessica in una posizione d’atmosfera. A chiudere il minialbum, un brano di Stevie Wonder, “Never Dreamed You’D Leave In Summer”, (che ricordiamo anche per essere stata cantata al funerale di Michael Jackson da uno Stevie in lacrime), reso in una versione che all’inizio appare (molto, moltissimo) sapida, quasi da Karaoke, ma che con ripetuti ascolti mostra emozionalità e soprattutto mette in luce la malleabilità della voce della ragazza. Chiude, di nuovo, “Time is running out” in un’altra versione, tra Jazz e Disco, quasi non si riesco a scegliere quale sia quella migliore; un brano che avrei voluto ascoltare ancora, ancora, ancora, nonostante lo sbattimento.
Sicuramente la cantante mostra carattere e personalità sufficienti da potersi permettere spazi più suoi che la lascino esprimere al massimo delle potenzialità: insomma, la curiosità è di sentirla cantare degli inediti che la rispecchino e le appartengano di più.





